Ricostruire Insieme

Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialita'

bookmark bookmark

Dallo scorso 10 marzo è entrato in vigore il nuovo permesso di soggiorno per gli immigrati che votgliono vivere in Italia. Funzionerà?

Nga 10 mars hyri në fuqi një ligj për emigrantët që duan të jetojnë në Itali. A do funksionojne?

From March 10 came into effect on residence permit developed for migrants who want to live in Italy. Will it work?

El 10 de marzo entró en vigor el permiso de estadia por puntos para los inmigrantes que quieren vivir en Italia. Funcionará?

Le nouveau permis de sejour pour les immigrés qui veulent vivre en Italie est entré en vigeur le 10 mars dernier, aurait il une suite favorable?

Una barca e mille sguardi. Sguardi impauriti e pieni di terrore, ma oltre quella paura c’è anche la speranza. Il mare e una barca, una semplice barca che accoglie uomini, donne, ragazzi e bambini. Tutti con lo stesso obiettivo. Arrivare in Italia per avere una nuova vita: la ricerca di un lavoro contro la povertà del proprio Paese o una fuga per avere dei diritti. Molto spesso gli spostamenti sono irregolari e avvengono senza la necessaria documentazione. Le persone che si muovono in questa maniera mettono a rischio la propria vita: obbligate a viaggiare in condizioni disumane, possono essere oggetto di sfruttamento ed abuso; si affidano a malavitosi che gestiscono vere e proprie tratte degli esseri umani. Il nostro Paese è una delle mete più ambite. Ma per molti stranieri extraeuropei il viaggio continua verso altri Stati d’Europa.

Per chi resta in Italia è dura uscire dall’irregolarità. Spesso queste persone finiscono nel meccanismo del lavoro “a nero”, sfruttate da datori di lavoro senza scrupoli che li usano come manodopera a basso costo, approfittando della loro ricattabilità. Chi decide di mettersi in regola deve riuscire a capire e applicare le nostre leggi. Su tutte la tanto contestata Bossi-Fini che prevede l’espulsione emessa in via amministrativa dal Prefetto della provincia dove viene rintracciato lo straniero clandestino immediatamente eseguita con l’accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica. Gli immigrati clandestini, privi di validi documenti di identità, sono portati nei centri di permanenza temporanea al fine di essere identificati e rimandati a casa.

Uno degli aspetti più discussi della Legge è la parte relativa ai respingimenti in acque extraterritoriali di quanti cercano di raggiungere il nostro Paese in maniera clandestina. In base ad accordi bilaterali fra Italia e Paesi limitrofi, le navi dei clandestini non riescono neanche ad arrivare sul suolo italiano e vengono allontanate; l’identificazione degli eventuali aventi diritto all’asilo politico e cure mediche e l’assistenza avvengono direttamente in mare.

La Legge Bossi-Fini stabiliva anche il rilascio del permesso di soggiorno alla persone che avessero dimostrato di avere già, al momento dell’ingresso in Italia, un lavoro in regola con un reddito garantito. La durata del permesso dipendeva dal contratto di lavoro. Oggi dal momento del primo ingresso in Italia, un migrante ha 8 giorni di tempo per chiedere il permesso di soggiorno e per ottenerlo è necessario presentare una domanda corredata di documenti e un versamento di una cifra compresa fra gli 80 e i 200 euro.

Dal 10 marzo, inoltre, è entrata in vigore una nuova norma sul permesso di soggiorno, il cosiddetto “soggiorno a punti”, ovvero un accordo fra lo Stato italiano e il cittadino straniero che entra in Italia per la prima volta. Uno straniero deve avere un certo numero di “punti” che gli verranno attribuiti dopo la frequenza di corsi di lingua e di educazione civica che dovrebbero facilitarlo nell’inserimento nella nostra società. Se non riesce a raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge perderà i propri punti e verrà rimpatriato. Con questa nuova disciplina anche nel nostro Paese si cerca di seguire la strada, già presa da altri Stati europei, di stringere un patto con un reciproco impegno: lo Stato si impegna a fornire gli strumenti della lingua, della cultura e dei principi generali della costituzione italiana grazie all’attivazione di corsi ad hoc su tutto il territorio nazionale, e il nuovo cittadino si impegna a rispettare le regole della società per raggiungere la massima e migliore integrazione.

Ad una veloce lettura, la nuova legge appare molto concreta, sembra che dia molto spazio ai nuovi immigrati, che offra possibilità di maggiore integrazione e anche una conoscenza immediata della nostra cultura, della nostra lingua, della nostra politica. Ma quanto può essere concreta e realizzabile questa legge? Siamo sicuri che ogni migrante potrà godere degli stessi servizi oppure le nuove disposizioni semplicemente saranno un ulteriore ostacolo al suo progetto di vita? Ci saranno per davvero delle strutture che possono garantire corsi e tutto ciò che viene proposto da questa legge? Potranno tutti godere di queste opportunità o ci saranno delle limitazioni andando incontro al fenomeno degli immigrati di “serie B”? Nel dubbio è opportuno mantenere alta l’attenzione sperando che lo Stato possa garantire tutte le strutture affinché questa legge possa essere messa bene in atto e che tutti possano usufruirne con gli stessi diritti. Accoglienza e rispetto, questi sono i punti fondamentali a prescindere da qualsiasi legge.

di Luciana Paciullo

da “Ricostruire Insieme”  – Numero 2 marzo 2012
Scarica il giornale (pdf)

Ricostruire insieme

"Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialità"

Un progetto informativo a cura del coordinamento Ricostruire Insieme costituito da:

» Caritas Diocesana L'Aquila
» Comitato ARCI L'Aquila
» Rindertimi
» Iris
» Pralipè
» INTI RAYMI Associazione Peruviana Latino-Americana
» Il mondo in una stanza
» Confcooperative L'Aquila
» Circolo ARCI Luco Dei Marsi
» KOInOnIA

Ultimi commenti

Dal mondo