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Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialita'

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“Il Mediterraneo è in fiamme e cresce di giorno in giorno il numero di disperati che fuggono dai Paesi del Nord Africa per assicurarsi un futuro in Europa. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno sulle nostre coste sono avvenuti 132 sbarchi, per un totale di 6.333 clandestini intercettati (5.478 dei quali sbarcati a Lampedusa). In soli due mesi si sono superati i dati riferiti all’intero 2010 (59 sbarchi e 4.406 clandestini). Se l’esodo dovesse continuare e ampliarsi, come al momento sembra prevedibile, verrà messo a dura prova l’apparato di prima accoglienza del nostro Paese. La situazione va affrontata attraverso una collaborazione fattiva da parte di tutti i Paesi dell’Unione europea. Altrimenti sarà difficile garantire quella positiva integrazione dal basso dei flussi migratori che ha caratterizzato fino ad oggi il nostro Paese, dove vivono pacificamente da molti anni cittadini stranieri che provengono proprio da quei Paesi dove oggi è divampata la rivolta”.

E’ quanto emerge dal Rapporto Ocse-Censis 2010 «International Migration Outlook», presentato oggi a Roma al Cnel e realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale Immigrazione. Nel Rapporto ogni anno l’Ocse delinea il quadro dei flussi migratori nei Paesi sviluppati e il Censis, in qualità di corrispondente dell’Ocse per l’Italia, analizza gli elementi costitutivi del fenomeno migratorio in Italia.

I dati riportati nel documento evidenziano che nell’ultimo anno gli stranieri provenienti dai Paesi del Mediterraneo e regolarmente residenti in Italia sono 675.190, il 15,9% dei 4.235.059 stranieri complessivi. Tra questi sono particolarmente numerosi gli immigrati che provengono dal Marocco: con 431.529 presenze registrate alle anagrafi comunali costituiscono la terza comunità straniera in Italia, dopo rumeni e albanesi. Seguono la Tunisia, con 103.678 residenti, e l’Egitto, con 82.064 residenti.

Nel documento vengono analizzati i dati relativi all’integrazione dei cittadini stranieri provenienti dall’area mediterranea, attraverso l’approfondimento di aspetti quali i matrimoni misti, il mercato del lavoro, la scuola.

Nel 2008 in Italia si sono celebrati 2.219 matrimoni tra un partner italiano e uno marocchino, 480 matrimoni tra tunisini e italiani, 382 con egiziani. La presenza straniera ha inoltre permesso di limitare il calo demografico nel nostro Paese, grazie all’aumento delle nascite. Nel 2008 (l’ultimo anno per cui si dispone di dati disaggregati per nazionalità) in Italia sono nati 12.242 bambini da madre marocchina, 2.650 da madre tunisina e 2.234 da madre egiziana.

Dall’analisi del mercato del lavoro si evince che molti stranieri provenienti dal Maghreb e dal Medio Oriente si dedicano al commercio e nella ristorazione, in modo particolare nelle grandi città. Nel 2010 in Italia risultano attive circa 80.000 imprese gestite da stranieri provenienti da un Paese del Mediterraneo: 50.765 hanno un titolare marocchino, 11.414 un tunisino, quelle con proprietario egiziano sono 11.061.

La presenza di alunni stranieri nelle scuole italiane è in continua crescita. Nell’anno scolastico 2008-2009 si attestava attorno ai 629.360 alunni stranieri, 118.486 dei quali (pari al 18,8% del totale) provenienti da Paesi dell’area mediterranea. Al primo posto i marocchini, con 83.608 alunni (il 13,3% del totale), seguiti da tunisini (16.815 studenti) ed egiziani (9.380).

Il comunicato del Censis

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