Ricostruire Insieme

Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialita'

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Francia – Come vi sentireste se il vostro datore di lavoro vi chiedesse di cambiare il vostro nome, rinunciare alla vostra identità, per lavorare nella sua azienda? Concorderete sul fatto che non deve essere una cosa piacevole. Eppure questa richiesta è stata davvero fatta ad un ragazzo francese, il quale si è sentito dire che per ottenere il posto di lavoro doveva presentarsi ai clienti con un falso nome.

Il motivo? Il nome del lavoratore in questione è Mohamed, troppo arabo per il datore di lavoro. Così, se il ragazzo – stagista presso un’azienda di consegne, la Maximo di Tournes – voleva mantenere il suo lavoro avrebbe dovuto presentarsi con il nome Alexandre. Molto più francese e molto più rassicurante secondo il proprietario dell’azienda. Mohamed però non ha voluto cedere a quello che è un ricatto bello e buono e si è rivolto ad un avvocato. Adesso il datore di lavoro dovrà rispondere dell’accusa di discriminazione, secondo i dettami stabiliti dalla Corte di Cassazione nel 2009: chiedere infatti ad un dipendente di cambiare il nome di origine straniera è reato.

(fonte: www.ads-news.com)

Ricostruire insieme

"Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialità"

Un progetto informativo a cura del coordinamento Ricostruire Insieme costituito da:

» Caritas Diocesana L'Aquila
» Comitato ARCI L'Aquila
» Rindertimi
» Iris
» Pralipè
» INTI RAYMI Associazione Peruviana Latino-Americana
» Il mondo in una stanza
» Confcooperative L'Aquila
» Circolo ARCI Luco Dei Marsi
» KOInOnIA

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