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Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialita'

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Una recente indagine del Censis fotografa la situazione del lavoro domestico in Italia. Secondo lo studio, promosso dal Censis con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le famiglie italiane che si avvalgono di un collaboratore domestico sono circa 2 milioni 412 mila, mentre il numero di colf e badanti nel nostro paese ha raggiunto la soglia di 1,5 milioni, il 42% in più rispetto al 2001.

Il mestiere di collaboratore domestico è svolto in prevalenza da donne (82,6 % del totale) e stranieri (71,6%), provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est: Romania (19,4%), Ucraina (10,4%), Polonia (7,7%) e Moldavia (6,2%), ma sono numerosi anche i filippini (9%). Oltre la metà dei collaboratori domestici ha un’età inferiore ai 40 anni e un livello di istruzione che per gli stranieri è leggermente più alto rispetto ai colleghi italiani: il 37,6% possiede un diploma di scuola superiore e il 6,8% una laurea, mentre per gli italiani le percentuali sono, rispettivamente, il 23,2% e il 2,5% . Ancora molto diffuso è il lavoro in nero, che riguarda il 61,8% dei lavoratori.

L’indagine si concentra in particolare sull’aspetto della sicurezza sul luogo di lavoro e rivela come gli incidenti domestici siano tutt’altro che episodi sporadici: il 44,3% degli intervistati dichiara, infatti, di aver avuto un incidente sul lavoro nell’ultimo anno. L’inventario degli incidenti è abbastanza ampio, ma gli avvenimenti più frequenti sono bruciature (18,7%), scivolate (16,1%), cadute dalle scale (12,2%), ferite provocate dall’utilizzo di coltelli (8,6%), strappi e contusioni (7,6%), intossicazioni con prodotti per pulire (4,2%) e scosse elettriche (3,6%). Anche se nella maggior parte dei casi gli infortuni hanno conseguenze lievi per il lavoratore e non comportano l’inabilità al lavoro, per gli episodi più gravi si arriva inabilità temporanea totale o parziale (31,5%) o addirittura permanente (1,7 %), mentre nel 28,5% dei casi gli incidenti rendono necessaria l’assenza dal lavoro.

I principali fattori responsabili degli infortuni sono la disattenzione, l’imperizia o i comportamenti azzardati, la mancata o cattiva manutenzione di oggetti e impianti, gli eventi imprevisti, la disattenzione e imperizia altrui e, in generale, una bassa consapevolezza dei rischi del mestiere che produce atteggiamenti poco prudenti da parte dei lavoratori.

L’indagine mette in luce anche alcuni aspetti del rapporto tra i collaboratori domestici e la famiglie presso cui prestano servizio. Il 27,5% dei lavoratori che hanno subito infortuni ha preferito non informare la famiglia o perché l’incidente è di lieve entità o per paura di essere rimproverati o licenziati. Questo evidenzia – come si legge nel comunicato del Censis – che “la sicurezza sembra essere un problema avvertito solo in parte dalle famiglie: un lavoratore su tre denuncia di non ricevere alcun supporto in tal senso da parte dei datori di lavoro”.

Il comunicato stampa del Censis

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Un progetto informativo a cura del coordinamento Ricostruire Insieme costituito da:

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