Ricostruire Insieme

Per un servizio immigrazione ed educazione alla mondialita'

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La legge Bossi- Fini è intervenuta su numerosi punti del Testo Unico sull’immigrazione. Ecco qualche esempio:

Rilascio del permesso di soggiorno. In materia di soggiorno, la legge prevede che siano rilevate le impronte digitali a tutti i cittadini stranieri che richiedono o rinnovano il permesso di soggiorno o di cui non è possibile accertare in altro modo l’identità.

Lavoro per gli stranieri in Italia. Con la legge Bossi-Fini, sono state avviate procedure di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari ed è stato introdotto un nuovo documento, il contratto di soggiorno, assimilabile ad un contratto di lavoro, da stipulare in un ufficio di nuova istituzione, lo Sportello unico per l’Immigrazione. Lo straniero che entra in uno stato di disoccupazione può comunque rimanere in Italia per un periodo determinato al fine di cercare una nuova occupazione. Si precisa che questo periodo è stato però dimezzato da un anno a sei mesi (art. 22, comma 11, T.U. sull’Immigrazione), che non sono tanti dal momento che buona parte di questo periodo è “tagliato” dall’attesa del permesso di soggiorno per ricerca di occupazione, considerato che, quando lo straniero lo ritira scopre che la data di decorrenza iniziale non è la data corrispondente al momento del rilascio, ma la data corrispondente al momento in cui è stata presentata la domanda. In più quando si andrà a stipulare il contratto di soggiorno bisognerà documentare che il lavoratore dispone non soltanto di un alloggio ma di un alloggio confortevole, munito di certificazione di idoneità rilasciata dal competente ufficio tecnico comunale. I parametri di idoneità sono riferiti a parametri stabiliti dalle Leggi Regionali in materia di edilizia residenziale pubblica. La stragrande maggioranza degli assegnatari di case popolari, vive in alloggi che non rispettano quegli standard, le case sono poche, i richiedenti sono tanti, le famiglie sono numerose, ecc.

Procedimento di espulsione e immigrazione clandestina. A questo riguardo, le novità più rilevanti sono l’immediata operatività dell’espulsione per chi non è in regola (in luogo della semplice intimazione a lasciare il territorio) e un inasprimento delle pene per chi favorisce l’ingresso illegale di stranieri. Inoltre è stato istituito il reato di inottemperanza alla diffida a lasciare il territorio nazionale italiano. Alcune disposizioni della legge in materia di espulsione dovranno tuttavia essere modificate. Infatti, due sentenze della Corte Costituzionale (del 15.07.2004, n° 222) hanno dichiarato illegittimi gli articoli relativi all’assenza di garanzie di difesa per il cittadino espulso e quelli relativi all’arresto obbligatorio per coloro che si trattengono o rientrano sul territorio italiano, nonostante l’ordine del questore di lasciare il Paese.

Richieste d’asilo. La normativa ha inserito una procedura semplificata per la domanda di asilo ed istituito Commissioni Territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato, coordinate da una apposita Commissione Nazionale per il diritto d’asilo.

Ricongiungimento familiare. La legge Bossi-Fini ristringe l’ambito di applicazione del ricongiungimento a determinate categorie di familiari: coniuge maggiorenne non legalmente separato; figli minori, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati ovvero legalmente separati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso; figli maggiorenni a carico, ove non possano provvedere al proprio sostentamento a causa dello stato di salute che comporti l’impossibilità permanente a farsi carico delle proprie esigenze primarie; genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori ultra-sessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi documentati motivi di salute.

(di Olimipia Cucchiella)

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Un progetto informativo a cura del coordinamento Ricostruire Insieme costituito da:

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